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giovedì 18 febbraio 2010

Sognando la mia Sicilia

Mi svegliano i raggi potenti di luce che le tapparelle non riescono a tenere a bada. Sono assonnata data la mancata abitudine e gli orari per me sballati, in questo caso da spagnola straconvinta. Mi butto giù dal letto, dal letto di Aci Trezza e con prurito agli occhi per la mancanza di sonno e l'intensità della luce mattiniera, mi avvicino alla terrazza per spiare fuori. Ecco il miracolo che si ripete puntuale ogni giorno: il sole strafottente sorge dal mare alzandosi con veemenza, perentoreo, allagando di oro l'orizzonte d'acqua salata. Riesco a distinguere le sagome scure dell'isola Lachea che sbadiglia con pigrizia, e quelle degli scogli che boccheggiano nell'acqua ormai specchio infinito per l'astro che si pavoneggia. Meno male che mi sono sbrigata perché appena un istante e tutto è mutato: la sfera di fuoco è ormai al di sopra del mantello di mare che comincia a essere trapunto da piccole imbarcazioni e là, più lontano qualche nave o crociera trasporta i sogni di persone ignote che forse guardano a loro volta la costa con invidia. E io, piccolo puntino inesistente nel loro universo, ammiro con estasi lo spettacolo che non smette mai di sorprendermi e di scuotere i miei sensi. Son passati alcuni minuti e un brulichio incessante di gente la fa da padrone per strada: il rumore del traffico, qualche aereo che ci passa sopra, i vicini del terzo piano con i bambini che scendono le scale, la radio che trasmette "Il ruggito del coniglio"... E in mezzo alla civiltà, mi arriva uno scorcio di autenticità della mia Sicilia, si sente il fischietto del venditore ambulante che annuncia le brioche con le granite (a me piace quella di gelsi. È qualcosa di prelibato!). Ormai il cielo è dominato dal solleone. Odore di sale sulla pelle, odore di lava, di crostacei... Odore di bagnoschiuma sotto la doccia, odore di pasta con la salsa, di peperoni, di basilico fresco appena raccolto dalla pianta, di olio d'oliva di quello buono da spalmare sul pane, odore di pesce, magari pescespada alla griglia (che buono!). Sapore di melanzane e di zucchine arrostite, dell'agrodolce della caponata, di ricotta salata sulla norma, sapore di frutta dolce, di paste di mandorla e torroncini, sapore di caffè, di limoncello.... Sapori veri! E poi, il riposino pomeridiano, inviolabile, irrinunciabile.... C'è caldo! Andiamo a Catania a prenderci un gelato al St. Moritz (Lì li fanno anche di soia). Gelato che si scioglie nel palato facendoti sentire il piacere che si sente con il peccato, tanto è buono! Un tè freddo con la granita di limone, prego! Per me un semifreddo... Quante squisitezze, quanta bontà, quanta golosità... Festival di fantasia gastronomica! Torniamo a casa. La sera arriva sulla riviera dei ciclopi, quella che vide protagonisti Ulisse e Polifemo. E l'Etna, gelosa del sole che tramonta dall'altra parte del suo pendio, copre con un velo di ombra la costa. Dalla terrazza oservo come, fra i faraglioni e l'isola Lachea, spunta la luna tonda tonda, bianca e bella, signorile. La luna da lì è diversa. Pare una chioccia che guarda con benevolenza i suoi pulcini là sotto, sulla terra. Sicilia cara, come faccio a non amarti quando riempi i miei occhi di vedute da favola, quando mi fai sentire sapori così intensi, quando mi fai ascoltare la tua ninna nanna fatta di mare e di marea! Ormai è buio pesto, vado a letto.... Che stanchezza... Buona notte!

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