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sabato 20 febbraio 2010

TIC nell'aula

Negli ultimi tempi si parla spesso dell'uso delle nuove tecnologie nelle nostre aule.
Io, particolarmente, sono una patita di tutte le nuove tecnologie e amo sperimentare in classe e non solo, tutte le opportunità che il progresso mette a mia disposizione in questo senso.
Il problema sorge quando le pretensioni di quelli che sarebbero "i nostri datori di lavoro", per dirlo in qualche modo, vanno oltre l'ambito lavorativo. Vale a dire, quando dobbiamo rimetterci della nostra privacità e spesso delle nostre umili tasche per poter portare alla pratica quanto detto prima.
È bello (e politicamente corretto) difendere ai quattro venti una qualità dell'insegnamento basata sulla formazione continua degli insegnanti. Eppure, non si facilita minimamente (anzi, in questo senso andiamo di male in peggio) la suddetta formazione, la quale diventa sempre più "autoformazione" il che implica che va fatta nel tempo libero dell'insegnante e in molte occasioni, finanziata da esso. Quindi, si vuole "la moglie ubriaca e la botte piena", come si suol dire.
Debbo dire però, che mi ritengo fortunata giacché nel mio centro di lavoro ci sono tutti i mezzi tecnologici che servono. Tutte le aule dispongono di impianto HiFi, computer con collegamento a Internet, proiettore e in molti casi, la lavagna interattiva della quale sono sostenitrice accanita. Ovviamente, questo suppone uno sforzo incredibile da parte di noi, insegnanti, poiché preparare le lezioni tenendo conto di tutte queste tecnologie implica ore e ore di dedicazione fuori dalla classe che mai vengono riconosciute dalla nostra Amministrazione, anzi, la carica di lavoro fuori dalle aule cresce a macchia d'olio continuamente.
Ma quello che mi fa indignare è che per seguire un corso di Flash, mi debba finanziare io la licenza quando poi, il prodotto realizzato con questa applicazione, andrà ad arricchire il mio lavoro. Roba da matti!!

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