ATTENZIONE!!!

Ricordate: potete utilizzare il materiale che ho creato purché citiate la fonte.
Licenza Creative Commons
Papaveri e papere diIbone Bueno Vicente è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

Benvenuti al mio blog!

Grazie per il tempo che dedicate all'italiano!

sabato 30 aprile 2011

"La vampa d'agosto", di Andrea Camilleri

Amo il commissario Montalbano! Lo amo e mio marito ne è consapevole. Non ci posso fare niente. Amo l’attore che lo interpreta magistralmente nei film tv che ne hanno fatto, Luca Zingaretti; ma soprattutto amo il personaggio letterario creato da Camilleri.


Per me, la scoperta di Montalbano è stata uno degli eventi più piacevoli in quanto la sua lettura mi fa godere nel senso vero della parola.


Attraverso i diversi libri del mio caro commissario, sono cresciuta (e sicuramente anche invecchiata) con questo uomo fatto tutto quanto a modo suo, con un concetto della giustizia che penso sia in fondo quello che le persone oneste, e quindi, condannate a un eterno senso di impotenza davanti alle ingiustizie che ogni giorno vengono sfoggiate con svergognata impunità davanti ai nostri occhi, dicevo, tutte le persone perbene vorrebbero venisse applicato nella vita quotidiana, se non per altro per sentirsi quanto meno protette dalle leggi e dalla giustizia.


Le storie del commissario Montalbano non sono solo (o non sono affatto, secondo me) dei semplici gialli dove ciò che interessa è scoprire l’assassino e il movente. Sono piuttosto una riflessione profonda ma raccontata con un’ironia esilarante e con un ingegno sconvolgente di una società sempre più allo sbando dove un basico senso del pudore è sostituito man mano da un cinismo sfacciato, saputo e spesso approvato da tutti. Un mondo dove il politicamente corretto giustifica ogni umiliazione e sopruso ai diritti basici delle persone.


Nell’ultimo libro del mio commissario, “La vampa d’agosto”, Camilleri ha cambiato stile (come già faceva prevedere dai precedenti titoli) mostrandosi sempre più scettico dentro a un mondo ipocrita, egoista, di gente che sa ma che preferisce chiudere un occhio (o tutti e due)... Lo stesso Salvo Montalbano ricorre a metodi che non gli si addicono e che gli procureranno non pochi rimorsi.


Magnifico, come al solito, il personaggio di Catarella con il suo siciliano tutto faidasé.

Tuttavia, caro Camilleri, il finale di questo libro mi pare alquanto sleale. Spero che non sia stata una specie di “preparazione” del lettore a una possibile quanto indesiderata e inaccettabile scomparsa di Montalbano dal mondo della letteratura. Io non ne potrei fare senza!

Nessun commento:

Posta un commento

Puoi lasciare qui il tuo commento sul tema